Alpi biellesi: tra vecchie baite, camosci e forcelli

Vecchie baite dell'alpe Carnera - Canon 7D, sigma 15mm fisheye (f/7.1,1/500 , 320iso)

Vecchie baite biellesi, Alpe Carnera – Canon 7D, sigma 15mm fisheye (f/7.1,1/500 , 320iso)

Le Alpi biellesi. Vallate piccole e poco note, capaci di trasmettere ancora il senso di solitudine e le atmosfere di una montagna incontaminata.

Se si percorrono i sentieri e le piste meno battuti con attenzione, non è difficile incontrare chi la montagna la vive tutto l’anno, mi riferisco ai veri abitanti delle Alpi, gli animali, come camosci e forcelli.

“L’aria è frizzante, dopo un ottobre di fuoco ecco i primi freddi. Il Bocchetto Sessera è deserto nonostante siano le 08:00 di domenica mattina. Si sale lungo un sentiero poco curato, tra il silenzio delle faggete e lo scorrere del Dolca. I boschi di faggio non primeggiano per biodiversità animale e soprattutto in autunno e inverno sono freddi e poveri, non udiamo uccelli o altri animali. Devono passare altre quattro ore prima di vedere la prima femmina di forcello involarsi a pochi metri dal sentiero, e poi un maschio e altri ancora. Si giunge così in un piccolo anfiteatro roccioso dove alcuni camosci si stanno godendo sereni i pochi e tiepidi raggi di sole che per tutta la mattina hanno faticato a bucare le velature soprastanti.”

Mamma e piccolo, Alpi piemontesi - Canon 7D, 300m f/4.0 (f/ ,1/, iso)

Camoscio mamma con piccolo, Alpi piemontesi – Canon 7D, 300m f/4.0 (f/ ,1/, iso)

Volo di forcelli - Canon 7D, 300m f/4.0 (f/5.0 ,1/800, 3200iso)

Volo di forcelli, Alpi piemontesi – Canon 7D, 300m f/4.0 (f/5.0 ,1/800, 3200iso)

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